Un padre dimentica suo figlio in macchina e condivide la sua storia per avvertire gli altri


L’estate è una stagione caldissima, le temperature aumentano in maniera vertiginosa, specie nei luoghi chiusi. Tutti consigliano di non lasciare animali e persone al chiuso per lunghi periodi di tempo. Eppure, a volte, un errore del genere può essere fatale.

Molto spesso, anche i genitori più attenti possono incappare in una giornata storta, affannata. Ecco, questa è la storia di Eric, padre modello che però ha commesso una leggerezza.

Eric and Michelle Stuyvesant (CBS 11)

Eric ha sempre portato prima suo figlio, di tre anni, dalla babysitter e poi la moglie al lavoro. Eppure un giorno, forse per cambiare routine, forse per distrazione, ha cambiato l’ordine delle cose. E qui, nel meccanismo perfetto giornaliero che si era costruito, qualcosa è andato storto.

Eric parcheggia l’auto, entra in casa, fa una doccia, controlla delle mail e si accorge che qualcosa non torna: ha dimenticato il bambino in auto sul sedile posteriore.

I pensieri affollano la sua mente “ho ucciso mio figlio” pensa col cuore in gola. E così si precipita fuori, corre per le scale, giunge all’auto, la apre e guarda il volto del piccolo Michael, vivo, gli occhi lividi e il volto sconvolto, le labbra blu. Una scena che spezza l’animo del padre che, contento di aver salvato la vita del figlio, torna in casa e subito chiama i soccorsi.

credit: Eric Stuyvesant

Michael in ospedale non se la passa benissimo, ha bisogno di alcuni giorni di riabilitazione, ha dovuto reimparare a camminare e sedersi nuovamente, ma alla fine ce l’ha fatta, una storia tragica, si trasforma in una a lieto fine. La storia di Eric non è l’unica, sono molti i casi simili a quello di Eric.

Una semplice dimenticanza può risultare fatale, dicevamo prima, ed è per questo e solo per questo che la famiglia in questione ha deciso di raccontare al mondo questa storia, per mettere in guardia gli altri genitori, perché tutto questo non avvenga più.

La madre di Michael ha lasciato dichiarazioni importanti alla stampa, dice che per capire una situazione del genere bisogna calarsi nei panni dell’altro, comprenderla e sviscerarla a fondo. Prima di parlare e lasciare il passo a facili dichiarazioni bisognerebbe calarsi nel contesto che hanno vissuto i due poveri genitori.

Eric, ancora oggi fa fatica a parlarne e, nonostante tutto, ritiene sia fondamentale parlarne per evitare che ciò possa ripetersi, possa capitare malauguratamente ad altre persone ignare del pericolo che si sta correndo: animali e bambini, infatti, sono indifesi e impossibilitati ad uscire da situazioni del genere.

Bisogna sempre essere attenti e vigilare, un attimo di distrazione può risultare tragico per tutti. Si stima che la cabina interna di un’auto raggiunga in pochi minuti dieci gradi in più della temperatura esterna, una condizione brutale che non augureremmo a nessuno. L’appello della famiglia estera, quindi, risulta importante, anzi vitale, in un mese torrido come quello di agosto, quando le temperature possono raggiungere facilmente anche i 50 gradi nelle ore più calde. Ci sentiamo di appoggiarlo e condividerlo pienamente.

D’altronde non potremmo fare altrimenti. In situazioni di forte stress è sempre meglio mantenere la calma, voltarsi, darsi i propri tempi e fare tutto alla giusta maniera. È stupido correre futili rischi, tanto vale prendersi un momento perché tutto si svolga nella maniera corretta.

Ogni giorno, soprattutto d’estate, sentiamo storie come questa, e ci siamo mai chiesti perché? Nella società moderna, forse, lo stress incide troppo sulla nostra capacità di attenzione, facendoci perdere tutto il resto, anche i particolari più importanti.

La storia di Eric è emblematica e proprio per questa è l’appello più bello per far sì che ciò non accada più. Ricorda di condividere questo articolo con i tuoi cari per sensibilizzare tutti a un problema del genere.


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