Sicuramente hai mangiato anacardi, ma non sai come sono prima di essere lavorati

Alcuni degli alimenti che siamo soliti acquistare e consumare, li conosciamo in realtà solamente per il loro aspetto finale dopo il processo di lavorazione. Ne sono un esempio gli anacardi, quella frutta secca simile alle arachidi ma con un sapore leggermente più dolciastro. A differenza di gran parte della frutta secca che consumiamo, gli anacardi si presentano diversi dal resto della frutta a guscio.

In genere quando pensiamo alla frutta secca ci vengono in mente le noci, mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi. Tutte queste hanno in comune la caratteristica che la polpa che consumiamo, è racchiusa all’interno di un resistente guscio esterno. Ma gli anacardi che possiamo reperire in commercio ci vengono venduti già sgusciati, pronti per essere degustati.


credit: pixabay/Michael_Luenen

Ciò che acquistiamo è in realtà il nocciolo, commestibile, del frutto dell’anacardo. Questi crescono proprio su un albero, e si presentano all’esterno con l’aspetto di un qualsiasi altro frutto. Ma attenzione, la parte esterna, chiamata “falso frutto”, è particolarmente nociva per l’essere umano. Al suo interno, infatti, è presente un olio molto irritante, situato tra il falso frutto e il nocciolo che mangiamo.

Ingerire piccole porzioni di quest’olio o del nocciolo non processato, può essere fatale per l’uomo. Prima di poter essere consumati, gli anacardi, subiscono un particolare processo di lavorazione. Per prima cosa viene estratto ogni nocciolo dal falso frutto, e dopodiché viene così tostato. In questo modo si elimina ogni traccia di olio e residuo nocivo, rendendo il frutto commestibile.


credit: pixabay/emidie

Gran parte degli anacardi che consumiamo, vengono coltivati, raccolti e lavorati in India, la quale è la maggiore esportatrice mondiale. Tuttavia, secondo dei report effettuati sul posto di recente, è emersa la grande problematica riguardo a coloro che lavorano in questo campo. Molte delle aziende, purtroppo, non applicano alcun protocollo sulla tutela dei lavoratori, e gli oli caustici finiscono per provocare danni irreversibili alle mani degli operai.

Sfortunatamente, quando acquistiamo il prodotto, non possiamo sapere se questo proviene da un’azienda che rispetta i propri lavoratori o meno. Ma è una problematica che è emersa di recente e di cui alcune associazioni si stanno già facendo carico. Vi lasciamo alla visione del video in cui vengono mostrati degli alberi di questo delizioso ma diabolico frutto: