L’anziano che ha vinto una gara di 1760Km “barando”, dopo che aveva già percorso 1000Km da casa sua

Il protagonista di questa storia è Gustaf Håkansson, un uomo considerato da tutti come “un vero testardo”. Quest’uomo ha compiuto una impresa che ha dell’incredibile. Nel 1951, a 66 anni di età, prese una decisione che nessuno si aspettava, decidendo che sarebbe diventato un campione di ciclismo. In Svezia si teneva annualmente una gara ciclistica, molto famosa e particolarmente dura e per la difficoltà e la lunghezza del percorso e l’età di Gustaf, gli venne impedito di partecipare e la sua domanda di iscrizione fu respinta.

Ma Gustaf era un vero testardo, come dimostra il fatto che dopo aver litigato nel 1933 con il suo barbiere, decise di non tagliarsi più la barba e percorse circa 1000 km in bicicletta per raggiungere la linea di partenza della gara, pensando che così gli avrebbero permesso di partecipare, ma ciò non avvenne. Nonostante i divieti, Gustaf non si diede per vinto e dopo aver disegnato sul suo pettorale il numero 0, prese parte alla gara, partendo 20 secondi dopo il suo inizio.


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La corsa è durata oltre 5 giorni, per una lunghezza di circa 1760 km e la linea del traguardo venne tagliata proprio dallo stesso Gustaf, che arrivò primo, lasciando completamente perplessi tutti gli spettatori che non avevano idea di come quell’anziano signore, con una bicicletta sgangherata e una gomma a terra avesse potuto vincere la corsa.

I giornali battezzarono l’uomo come “Il nonno d’acciaio”, ma solo in seguito si scoprì che Gustaf aveva di fatto imbrogliato per vincere la gara, anche se, non essendo un corridore ufficiale, non doveva rispettare i regolamenti imposti dai giudici. La regola trascurata dall’uomo fu una sola: dormire!

Sembra infatti che Gustaf non dormì quasi per niente durante la marcia, limitando solamente ad un’ora per notte il suo riposo forzato e guadagnando molto terreno di distacco sugli altri partecipanti. Per questa vicenda Gustaf divenne un vero eroe nazionale ed ebbe la soddisfazione totale di dimostrare che i medici della competizione avevano sbagliato e che lui era perfettamente in grado di partecipare e vincere.