Adidas normalizza i peli femminili attraverso una modella con ascelle naturali

E’ proprio vero che i tempi stanno cambiando, e forse è anche meglio così, perché certi pregiudizi saranno finalmente destinati a scomparire. Ognuno potrà vestirsi ed esprimersi in totale libertà, senza incappare in etichette fastidiose, causate spesso dalla scarsa istruzione. Per combattere gli stereotipi, che fanno sempre male alla società, la celebre azienda di articoli sportivi, Adidas, ha selezionato una modella con una particolarità.

La ragazza, Leila Davis, ha 25 anni e nella vita è una ballerina e coreografa professionista di pole dance. Da tempo, Leila, ha ormai deciso di non voler più rimuovere i suoi peli delle ascelle, lasciandoli crescere al naturale. Anche per questa sua peculiarità è stata scelta dall’azienda Adidas come modella e testimonial della sua nuova linea d’abbigliamento.

Il progetto che ha visto Leila Davis posare come modella, è per una collaborazione tra Adidas e la celebre stilista inglese Stella McCartney. La stessa McCartney da tempo si è schierata a favore della normalizzazione riguardo ai peli del corpo femminile. La campagna è stata lanciata lo scorso 12 Marzo sul social network Instagram.

Più che la linea d’abbigliamento stessa, a suscitare grande interesse è stata la ragazza che Adidas ha presentato come testimonial. La stesso marchio di articoli sportivi, ha dichiarato l’intenzione di appoggiare da ora in poi molte campagne inclusive come questa. E ha aggiunto che il modo migliore per combattere questi pregiudizi è proprio grazie allo sport, il quale propone modelli molto positivi.


credit: Instagram/adidaswomen

Questa trovata si va ad inserire in un contesto, come quello odierno, in cui molte di queste battaglie stanno attraversando un momento cruciale. Di recente abbiamo visto come molte donne hanno iniziato a combattere lo stereotipo della ceretta, smettendo di radersi. Altre ancora hanno deciso di rifiutare qualsiasi trattamento ai propri capelli, lasciandoli al naturale.

Stiamo attraversando un periodo in cui questi arcaici canoni estetici e pregiudizi sociali, stanno venendo finalmente sovvertiti. Che si andrà verso un mondo con maggiore rispetto, accettazione e libertà? Noi ce lo auguriamo, così come auguriamo il meglio a Leila Davis nel portare avanti la sua battaglia. E voi? Cosa ne pensate dell’intera vicenda?