14 foto che rivelano il prima e il dopo del disgelo artico

Esistono delle zone nel nostro pianeta che ancora oggi, nonostante i nostri progressi tecnologici e le abilità raggiunte dall’uomo, rimangono ancora inospitali per la nostra specie. Una di queste è sicuramente l’Artico. Tra le aree più studiate del nostro pianeta essa era una delle meraviglie più misteriose della natura e ha ispirato un numero incredibilmente alto di viaggi ed esplorazioni da parte di molti avventurieri.

Dopo oltre 100 anni di ricerche e sfruttamento i ghiacciai artici sono diventati una preoccupante testimonianza degli effetti del riscaldamento globale.
Infatti le calotte di ghiaccio stanno inesorabilmente sciogliendosi, portando, dove prima vi erano enormi distese bianche, alla nascita di spiagge deserte e foreste.

credit: christian.se

Christian Åslund, un fotoreporter svedese di Greenpeace è riuscito nell’opera di raccolta di molte fotografie risalenti agli ultimi 100 anni, dei ghiacciai norvegesi delle Svalbard e ha creato degli scatti negli stessi medesimi luoghi della foto. In questo modo il fotografo è riuscito a dimostrare le atroci differenze tra le immagini del passato e quelle del nostro presente.

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Oggi l’Artico ricopre all’incirca 16.500.000 chilometri quadrati in un’area che circonda il Polo Nord. Di quest’area fanno parte molti paesi, tra cui la Russia, gli Stati Uniti, il Canada, L’Islanda e tanti altri.

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Nel 1979, con le prime misurazioni satellitari gli scienziati hanno potuto confermare che proprio a causa dei cambiamenti climatici la banchisa (le masse di ghiaccio galleggianti) è molto diminuita.

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Dalle immagini possiamo noi stessi notare quanto sia diversa la realtà odierna rispetto a quella di alcuni anni fa. È innegabile che i ghiacciai stiano scomparendo e la loro riduzione continua giorno dopo giorno.

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Christian Åslund ha utilizzato il suo reportage per promuovere una campagna del National Geographic, chiamata #MyClimateAction, per incoraggiare le discussioni sul cambiamento climatico e protestare contro le compagnie norvegesi che continuano le loro attività di perforazione alla ricerca del petrolio.

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La Nasa ha calcolato che il ghiaccio che annualmente si perde a causa delle temperature e dell’inquinamento sia sempre maggiore e che l’Artico potrebbe restare privo di ghiacci dal 2030.

credit : Diario Sur

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